Protezione Civile

Pagina a cura dell’assessorato ai lavori pubblici e protezione civile

del comune di Villafranca Tirrena

(Geom. Maurizio Coppini)

 

 

 

Mappa dei terremoti sud Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

surface projection of seismogenic source

 

trace of fault scarp

 

 

 

seismogenic source from historical intensity data (well constrained)

 

seismogenic source from historical intensity data (well constrained) with geologic background

 

 

 

seismogenic source from historical intensity data (poorly constrained)

 

seismogenic source from historical intensity data (poorly constrained) with geologic background

 

 

 

Classificazione sismica del comune di Villafranca Tirrena

(Dati forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia I.N.G.V.)

Tracciato
Campo 1 codice istat
Campo 2 denominazione comune
Campo 3 data di prima classificazione
Campo 4 vecchia classificazione
Campo 5 nuova classificazione
Campo 6 variazione tra vecchia e nuova classificazione

19083105;"VILLAFRANCA TIRRENA";"06/09/1912";"2";"1";"1"

 

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conoscenze e norme di comportamento

Terremoti e scale di misurazione: impariamo a conoscere un nemico imprevedibile

I terremoti, o sismi, sono movimenti bruschi e rapidi del suolo. Si tratta di vibrazioni del materiale roccioso che si trasmettono in tutte le direzioni sotto forma di onde. La zona in cui si formano le onde sismiche si chiama "ipocentro", e può essere a profondità variabili, fino ad un massimo di 700 km. Il punto della superficie terrestre sulla verticale dell'ipocentro si chiama "epicentro" ed è la zona in cui il terremoto viene avvertito nella sua massima intensità. Le onde si manifestano in superficie come sussulti del terreno diretti dal basso verso l'alto ("scosse sussultorie") o come oscillazioni dello stesso verso destra e sinistra ("scosse ondulatorie"). Le onde vengono registrate dai "sismografi". Il "sismogramma" è la registrazione di un terremoto su un foglio di carta posto sopra un rullo che ruota con velocità costante, regolata da un orologio. La lettura del sismogramma permette quindi di conoscere quando ha avuto origine il terremoto, quanto tempo è durato, quando è finito e a quale distanza si è verificato. Il sismografo registra le "onde P" ("o di compressione") che sono le più veloci e le "onde S" ("o di taglio") ed entrambi partono dall'epicentro; le onde P attraversano sia i materiali solidi che quelli fluidi, le onde S attraversano solo i materiali solidi. Quando le onde giungono in superficie, cioè nell'epicentro, si generano diversi tipi di nuove onde dette "onde superficiali", che hanno un elevato potere distruttivo. Le onde superficiali sono onde lente e impiegano circa 3 ore per fare l'intero giro del globo. Per valutare l'intensità di un terremoto esistono, oggi, due tipi di "scale sismiche": la "scala Mercalli" e la "scala Richter". La prima si basa sugli effetti osservabili prodotti dal sisma sulle persone e sugli edifici; la seconda, invece, classifica i terremoti in base alla quantità di energia emessa
La scala Mercalli arriva fino al 12° grado. Fino al 4° le scosse non sono mai sentite da tutti e non provocano danni all' ambiente,invece dal 5° al 12° le scosse si sentono tanto e provocano danni molto elevati, fino alla distruzione dell' opera umana. La scala Richter: dal 1° al 3° grado della scala la scossa è leggera, dal 4° al 5° c’è una vibrazione avvertibile, dal 6° all’ 8°la terra trema e dal 9° al 12° c’è una devastazione totale, che ci auguriamo non accada mai.


NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI TERREMOTO

Per essere preparati in caso di terremoto è necessario conoscere:

Quali e dove sono i punti sicuri della propria abitazione e del luogo di lavoro (muri portanti, travi in cemento armato);
Dove sono gli interruttori generali della luce, del gas e dell’acqua;
Se vi sono uscite di emergenza;
Dove sono gli spazi aperti sicuri vicino alla propria casa e al luogo di lavoro.


Durante un terremoto:

Mantenetevi calmi, non scappate e non fatevi prendere dal panico sia se siete in casa, nel luogo di lavoro, in luoghi affollati o per strada;
Se siete in casa cercate riparo vicino a strutture portanti (muri maestri, pilastri), sotto tavoli robusti o mobili similari, o in corrispondenza di porte e corridoi. State lontano da finestre o lampadari. Non correte all’esterno: le scale potrebbero crollare e all’esterno potreste essere colpiti da oggetti di varia natura. Non usate l’ascensore: potrebbe bloccarsi.


Dopo il terremoto:

Chiudete i rubinetti generali di acqua e gas e spegnete l’interruttore generale della corrente elettrica, per evitare possibili incendi;
Se siete fuori casa allontanatevi dagli edifici: andate in aree predisposte dai piani di emergenza o in spazi aperti, lontano da muri, palificazioni o cavi sospesi, che potrebbero essere pericolosi in caso di caduta;
Non correte tra edifici o da un edificio all’altro: il pericolo maggiore si corre appena fuori casa e vicino ai muri esterni;
Non usate il telefono, se non per segnalare situazioni di emergenza alle autorità: 112 (Carabinieri), 113 (Polizia), 115 (Vigili del Fuoco), Organi di Protezione Civile e di Soccorso locali;
Non andate in giro per curiosità, intralciando così le operazioni di soccorso, non usate l’automobile, se non in caso di assoluta necessità.




RICORDATE CHE IN CASO DI TERREMOTI DI LIEVE INTENSITA’ IL PANICO CAUSA PIU’ MORTI E FERITI CHE LE CONSEGUENZE DIRETTE DELLA SCOSSA TELLURICA

Piano di evacuazione delle scuole elementari

 

Bisogna vedere quali sono gli eventi che potrebbero richiedere l’evacuazione della scuola:

1-     Incendi che si sviluppano all’interno della scuola stessa

2-     Incendi che si sviluppano nelle vicinanze della scuola e che potrebbero coinvolgere l’edificio

3-     Terremoti

4-     Crolli dovuti a cedimenti strutturali

5-     Presenza sospetta di ordigni esplosivi

6-     Ogni altra causa che venga ritenuta pericolosa

L’ambiente scolastico

La conoscenza dell’ambiente scolastico e’ fondamentale per costruire il piano d’evacuazione della scuola.

Bisogna innanzitutto ispezionare l’edificio ed evidenziare le uscite di sicurezza

In ogni piano deve essere posta una piantina aggiornata del piano stesso, in cui siano indicate le varie vie di fuga di diverso colore, ed i punti esterni di ritrovo, Sempre sulla piantina devono essere evidenziati gli estintori, eventuali idranti ed i punti pericolosi (quadri elettrici, caldaia,…)

Incarichi

Personale docente : servono delle persone, due, che si occupino di:

-         coordinare le operazioni di evacuazione e primo soccorso

-         effettuare le chiamate di soccorso ai vari organismi, A tal fine sara’ utile che siano messi in evidenza i vari numeri da chiamare in caso d’emergenza

-         controllare periodicamente il funzionamento degli estintori e degli idranti

-         verificare ogni giorno la praticabilità delle uscite di sicurezza

Alunni: in ogni classe devono essere individuati alcuni alunni a cui attribuire le seguenti mansioni

-         ragazzo aprifila, con il compito di aprire le porte e guidare i compagni verso i punti di ritrovo

-         un ragazzo chiudifila con il compito di assistere eventuali compagni in difficoltà e controllare che non rimanga nessuno indietro. Suo sara’ anche il compito di controllare che i bagni siano vuoti

-         uno o più ragazzi con il compito di aiutare eventuali disabili

Altre operazioni da compiere

Affissione ai vari piani di planimetri con l’indicazione delle aule ed i percorsi da seguire; questi devono essere evidenziati in diverso colore a seconda del colore che quella determinata classe deve seguire

Affissione in ogni locale delle planimetrie del piano, con il percorso relativo e gli incarichi degli allievi

Sistemazione dei banchi in modo che non ostacolino l’esodo

Distribuzione di lampade portatili agli operatori scolastici per l’illuminazione in caso di necessità

Individuazione delle aree di ritrovo esterne all’edificio; tali aree devono essere situate in luoghi lontano dall’edificio, ma all’interno dell’area scolastica

Suggerimenti

Al fine di coinvolgere maggiormente gli alunni, sarebbe opportuno affidargli , durante le ore scolastiche, alcuni dei lavori, quali le frecce di diverso colore a seconda dell’aula, una paletta che contraddistingua la classe, un’ elenco giornaliero dei presenti, ed altro

Identificare il segnale d’allarme per l’evacuazione : potrebbe essere dato da tre squilli di campanello consecutivo o, in mancanza di corrente, da tre colpi di fischietto e da una bomboletta nautica

Differenziare l’evacuazione in  caso d’incendio, in cui la scuola deve essere abbandonata immediatamente, od in caso di terremoto, in cui prima si deve trovare riparo (sotto i banchi, appoggiati al muro maestro,…) e dopo abbandonare l'edificio

 

Primo soccorso

    Questa sezione e' in continuo aggiornamento

Rianimazione

In presenza di una persona priva di sensi, la prima cosa da fare e' di accertarsi che respiri. Il cervello, infatti, ha bisogno d'ossigeno; se questi ne resta privo per 3-4 minuti, subisce delle gravi lesioni irreversibili, che possono provocare delle menomazioni.

L'immobilità del torace indica un arresto respiratorio. E' urgente ripristinare il passaggio dell'aria nelle vie respiratorie. Per far ciò dovremo innanzitutto accertarsi se il paziente respira o meno: ci porremo in ginocchio a fianco della vittima iperestendendone il capo, sollevandole il mento, ed avvicinando il nostro orecchio al mento dell'infortunato per almeno 5 secondi

Se non respira, provvederemo alla respirazione bocca a bocca:

- Assicuriamoci che in bocca l'infortunato non abbia oggetti estranei (gomme da masticare, caramelle,....) o protesi (dentiere, ponti,...)

- Mantenendo l'iperestensione del capo, serriamo le narici della vittima, usando le dita della mano che teniamo appoggiata alla fronte

- Applichiamo la nostra bocca aperta alla bocca della vittima ed immettiamo il nostro fiato

-Dopo ogni insufflazione, stacchiamo la bocca per permettere la fuoriuscita dell'aria dalla bocca della vittima


Un corpo estraneo può provocare un'ostruzione delle vie aeree. Per rimuovere tale ostruzione, ci serviremo della manovra di Heimleich:

Se la vittima e' in piedi o seduta, ci metteremo alle spalle del paziente, ponendo entrambe le braccia attorno alla sua vita. Poi, poniamo una stretta a pugno tra l'ombelico e l'estremità dello sterno, mentre con l'altra mano stringeremo il polso della prima, A questo punto comprimiamo il pugno nell'addome, esercitando bruscamente delle spinte dal basso verso l'alto.

Se la vittima e' a terra, mettiamola in posizione supina, poi ci mettiamo a cavalcioni sulle sue cosce. Appoggiamo il calcagno della mano tra l'ombelico e l'estremità dello sterno ed esercitiamo delle spinte verso l'alto, in direzione della testa


Ad un arresto respiratorio, può seguire l'arresto cardio-circolatoria. Poniamo le tre dita lunghe della mano sul collo del ferito alla ricerca di pulsazioni. Non trovandone, dovremmo unire alla respirazione artificiale il massaggio cardiaco.

Distendiamo il ferito sul pavimento o su una superficie rigida. Mettiamoci in ginocchio al suo fianco, a livello del torace, e mettiamo un dito all'inizio dello sterno. Da qui mettiamo due dita e, al di sopra di queste, vi metteremo il calcagno della mano. Su questa appoggeremo l'altra mano e, con le braccia tese, iniziamo ad esercitare delle compressioni ritmiche. Ogni 15 compressioni, faremo 2 respirazioni bocca a bocca. Se siamo in due soccorritori, il ritmo sarà di 5 compressioni toraciche e 1 respirazione bocca a bocca

Ferite

Le ferite sono lesioni della pelle e dei tessuti sottostanti dovute a cause esterne e  possono essere provocati da traumi, sostanze chimiche, calore, freddo, morsi d'animale,.....

L'oggetto che provoca le feriti e le mani sporche possono infettare le ferite, quindi, se possibile, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone e mettersi i guanti monouso prima di intervenire sul ferito. Immobilizziamo la parte lesa e disinfettiamo la ferita , per poi ricoprirla con garze (sterili, se possibile). NON usare mai cotone sulle ferite, e NON buttare mai disinfettante sulla ferita, ma metterlo in una garza e poi, con questa, passare sulla ferita.

Una ferita può portare ad emorragia. Questa può essere venosa (di colore rosso scuro, il sangue esce in modo uniforme) od arteriosa (di colore rosso vivo, il sangue esce con potenza a getto). E' essenziale bloccare l'emorragia con delle compressive, ovvero mettere sulla ferita uno strato di garza, poi del cotone, quindi altre garze e fasciare il tutto. Se la compressione non e' sufficiente, allora applicare il laccio emostatico, ricordandosi di segnare l'ora in cui e' stato applicato (magari scrivendolo sulla fronte del ferito)

Ustioni

Le ustioni sono provocate da diversi fattori, come calore, elettricita', sostanze chimiche, e provocano dolore, arrossamento della pelle, formazione di bolle, vesciche.

In base all'estensione ed alla gravità si distinguono in 3 tipi:

1° grado : la lesione e' superficiale, la cute e' arrossata e dolorante (scottatura)

2° grado : la lesione e' di colore rosso-grigio, secerne liquido sieroso colore chiaro e presenta delle bolle

3° grado : coinvolge gli starti più profondi, fino ai muscoli; la pelle e' carbonizzata e non dolorante, poiché i nervi sono stati distrutti dal calore.

Bisogna rimuovere il ferite dalla fonte di calore, raffreddare la parte lesa con acqua fredda e rimuovere, se si riesce, gli indumenti, facendo attenzione a non strapare brandelli di tessuto. Non rimuovere le vesciche, e coprire il ferito con il telo isotermico.

Fratture

Una frattura e' la rottura di un osso. Possono essere chiuse, se non vi sono ferite esterne, o aperte (frattura esposta) se l'osso sporge all'esterno.

Bisogna immobilizzare la parte fratturata e, in caso di frattura esposta, prima bloccare l'emorragia