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6 dicembre S. Nicola
di Bari
(Santo Patrono di
Villafranca Tirrena)
Pagina a cura
dell’Assessore allo sport, spettacolo e turismo
(Dott. Antonino
Giacobbe)
San Nicola di Bari o di Mira è il Santo Patrono di Villafranca
Tirrena.
Al Santo è dedicata la chiesa Madre.
Sull'altare maggiore si può ammirare una
bella statua lignea eseguita dal messinese Mollica nel 1859.
Non si hanno molte notizie sulla vita del
Santo. Sicuramente è stato vescovo di Mira.
Avrebbe subìto il carcere al tempo degli
imperatori Diocleziano e Massimiano per la sua fede e sarebbe stato liberato
dall'imperatore Costantino.
Col nome di Santa Claus è venerato in alcuni Paesi
nordeuropei;
è amato soprattutto dai bambini ai quali, per consuetudine, porta
doni.
Nel nostro paese la devozione a San Nicola è molto sentita anche se
molte tradizioni legate alla sua festa sono andate perdute.
Un vecchio proverbio dice:
"Santu Nicola vi dùgnu a zappa vecchia, mi
dati a nova'. (San Nicola vi dò la zappa
vecchia per una nuova)
Queste parole le pronunciavano, in tempi
remoti, i bambini che dopo aver perduto i loro denti da latte li
raccoglievano e li buttavano in una volta, sul tetto della casa vicina e
con questa invocazione chiedevano a San Nicola la protezione per i denti
nuovi.
La vigilia della festa, in Piazza Castello, si brucia in un falò
una vecchia barca: lo fanno i pescatori Villafranchesi in segno di
devozione.
Un signore del luogo, vestito da Santa Claus,
offre dolciumi ai bambini.
L'indomani
si svolgono le celebrazioni religiose. Nel pomeriggio il parroco benedice
le automobili e ogni genere di veicoli. Poi al suono festoso di una banda
musicale, inizia la processione della statua del Santo per le vie del
paese, seguita dai fedeli. Durante il percorso ogni casa accende le proprie
luci e chi lo desidera offre al Santo un obolo. A sera i giochi pirotecnici
illuminano il cielo e diffondono i loro spari per tutto il paese.
Tanti anni fa i pescatori di Castelluccio sistemavano su un
"carrumattu" una barca e con una pariglia di buoi la portavano
fino alla chiesa. Sulla barca suonatori di organetto, fisarmonica, flauto,
tamburello e mandolino allietavano la processione che avanzava per le vie
del paese fino a Castello.
In serata si accendeva "u vamparizzu" in onore di San
Nicola. La tradizione vuole che si preparassero i"panuzzi",
piccole forme di pane, che venivano lanciati dal campanile della chiesa
perché i fedeli li mangiassero. Quest'anno la sera della vigilia è stato
preparato un lungo tavolo sul quale sono stati deposti tanti bicchieri di
buon vino, pane caldo condito con olio, sale e peperoncino e cesti di
mandarini per ricordare la vecchia tradizione. L'indomani alla S. Messa
delle ore 11.00 partecipavano il sindaco e il Consiglio Comunale, per dare
solennità alla ricorrenza.
Anche allora la festa si chiudeva con la processione.
In Piazza Castello si giunge anche per una via antica e molto
particolare: è Via Monsignor Ferrigno.
E' una breve salita che conserva ancora "u
giacatu"(pietre piccolissime messe una accanto all'altra che formano il
manto stradale). Alla fine di questa stradina, particolare, vi è la piazza
dove si innalza maestosa la Chiesa Madre.
Sulla destra vi è un gran muragliene e le vecchie case che vi si
affacciano con le finestre e i balconi sembrano stare in aria e per giungervi
è necessario usare vecchie scalinate di pietra.
La via è dedicata ad un sacerdote di Villafranca, che è vissuto nel
nostro paese e ha svolto il suo apostolato nella parrocchia di S.Nicola.
Era un sacerdote molto stimato ed amato perché era buono e
caritatevole. Diede vita a molte iniziative sociali utili per la gioventù
villafranchese come l'Azione Cattolica, frequentata da tanti giovani che
erano impegnati in cori, spettacoli teatrali ed altro.
Questa viuzza per la
festa di San Nicola viene illuminata
con tanti lumini ad olio e abbellita con piantine di Stelle di Natale.
2 Febbraio
Maria SS. della Candelora
Protettrice della
frazione Serro


Serro: chiesa della Madonna “Candelora”
note:
La festa della Candelora è una festa sentita dalla comunità
parrocchiale di Serro, molti devoti accorrono nella piccola frazione il 2
febbraio di ogni anno per portare in processione la loro Protettrice. La
“Candelora” rappresenta il giorno della Purificazione di Maria Vergine. Durante
la Santa Messa vengono benedette le candele. I fedeli usano donarle e
custodirle con sincera devozione.
Per saperne di più
su Serro clicca quì
Lunedì di Pasqua
Pellegrinaggio a Gesù Ecce Homo
Santuario di Calvaruso


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