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Castello di Bauso

"Ascoltate - mi disse - non dimenticate di fare una cosa quando andrete da Palermo a Messina per mare o per terra. Fermatevi al piccolo paese di Bauso, vicino alla punta di Capo Bianco. Di fronte ad un albergo troverete una strada in salita che termina a destra con un piccolo castello a forma di cittadella. Alle mura di quel castello si trovano appese due gabbie: una è vuota, nell'altra biancheggia da vent'anni la testa di un morto. Domandate al primo viandante che incontrerete la storia dell'Uomo a cui appartenne quella testa e avrete uno di quei racconti completi che dipingono tutta una società, dalle montagne alla città, dal contadino al gran Signore...."''Alexandre Dumas "Pascal Brunò" 1838

Castello del Conte: è detto Castelnuovo, e da esso, che è signoreggiante il paese, prese titolo il principato, che nel parlamento generale di Sicilia occupò il XXXI posto. Vi si accede da un lato percorrendo tutta l'amenesissima villa, nella quale i vicerè spagnoli solevano riposarsi nei loro viaggi da Palermo a Messina, e dall'altro di fronte l'attuale chiesa madre.'' Su quest'ultima porta del merlato castello si legge la seguente iscrizione: D.O.M. Arcem hanc fideliss, ad arcendas terra marisq. hostium incursiones Sthephanus Cottonius Bavusj III Dus Comes a fundamentis ferie IX erexit Anno a partu Virg. CIO IO XC(fonte:Dizionario illustrato dei Comuni di Sicilia; Francesco Nicotra, 1907).

Fù Stefano Cottone, Mercante e banchiere tra i più importanti di Messina, a far costruire il castello nel 1590 come afferma un'epigrafe situata sul portale del bastione sud-est: " ... a difesa dalle incursioni da terra e dal mare, Stefano Cottone , IV signore di Bauso, eresse le mura dalle fondamenta nel 1590..."  Le dimensioni e la fattura del palazzo dimostrano che l'edificio era solo una residenza secondaria dei Cottone i quali vi sostavano per curare i loro interessi sul territorio , mentre la fortificazione vera e propria serviva anche ai cittadini del borgo come rifugio nel caso di attacchi da parte di corsari barbareschi a quell' epoca presenti nell'isola a quel tempo.  La struttura, che vediamo oggi dimostra che il castello fù realizzato in fasi costruttive successive: prima la cinta muraria bastionata che si sviluppa su livelli differenti adattandosi alla morfologia della collina, poi il palazzo vero e proprio al centro del recinto fortificato.

Estintasi con il Principe carlo la famiglia Cottone, tutti i beni furono acquistati nel 1819 dalla famiglia Pettini, i quali curiosamente mantennero gli stemmi gentilizi dei loro predecessori limitandosi a sostituire il motto "POTENTIOR", dei Cottone, il loro motto "NE PEREAT".

Con L'avvento dei nuovi proprietari, il Castello conobbe nuova vita e divenne il simbolo di una famiglia che amava mostrare la propria ricchezza e nobiltà, i pettini arricchirono l'edificio di rilievi marmorei e busti con i ritratti degli antenati. Si deve a loro anche la creazione intorno al castello di uno splendido giardino ormai praticamente scomparso.

Il declino del castello iniziò nel 1860, quando un gruppo di facinorosi organizzò l'assalto e il saccheggio del palazzo baronale appiccando un disastroso incendio e proseguì nel 1863 quando un'alluvione ne danneggiò il giardino.

l'ultimo proprietario del Castello fù il notaio Saja, che ne fece dono allo Stato nel 1926.

 

    

 

Nel 2001, dopo 20 anni di abbandono, il Castello di Bauso è stato riaperto al pubblico, grazie allo sforzo dell'Amministrazione Comunale e alla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Messina. In questi anni sono state organizzate nel suo interno mostre, manifestazioni, convegni e concerti. Nel 2005 si è svolta la 24^ esposizione filatelica "Peloro 2005" tra gli espositori : la "Repubblica di San Marino", e con la partecipazione di noti incisori della Zecca dello Stato.

Il Castello di Bauso si può visitare tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 13,30.

Per ricevere informazioni telefonare allo 090 3310311  

 

 

 
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